﻿{"id":281,"date":"2010-03-01T12:23:04","date_gmt":"2010-03-01T10:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/?p=281"},"modified":"2015-08-23T03:42:30","modified_gmt":"2015-08-23T01:42:30","slug":"roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/","title":{"rendered":"Roma&#8230; Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA"},"content":{"rendered":"<div><a name=\"4420956991566273756\"><\/a><br \/>\n<strong>\u00ab\u00a0&#8230; BEPPE COSTA&#8230;<\/strong> INCONTRI\u00a0 FERNANDO ARRABAL E I POETI DELLO SPAZIO&#8230; \u00a0A ROMA &#8230; L\u2019OTTO E IL NOVE MARZO 2010\u00a0 presentano <strong>Carlo Mirabelli<\/strong> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Beppe_Costa\"><strong>Beppe Costa<\/strong><\/a><br \/>\nletture interpretate da <a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/caterpina\"><strong>Caterina Intelisano<\/strong><\/a>\u00a0 musiche di <a href=\"http:\/\/www.materiasutela.net\/\"><strong>Fabio Mariani<\/strong><\/a><strong> e <\/strong><a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/85d18\"><strong>Dario Pierini<\/strong><\/a>&#8230; L\u2019importante autore teatrale e regista cinematografico contemporaneo tra i pi\u00f9 rappresentati al mondo incontrer\u00e0 il suo pubblico l\u2019otto e il nove marzo prossimi presso la libreria Pellicanolibri, via Gattico, 3 Roma &#8211; ore 20.In occasione della ristampa, a 50 anni di distanza, del suo \u201cPique nique en campagne\u201d ad opera della casa editrice <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pellicanolibri\">Pellicanolibri<\/a> con traduzione in italiano (LA SCAMPAGNATA), l\u2019autore parler\u00e0 di letteratura e di teatro.<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fernando_Arrabal\">FERNANDO ARRABAL<\/a>Ha diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco (Carta al General Franco, in italiano da Pellicanolibri) pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli pi\u00f9 pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, L\u00edster, il Campesino e, appunto, Arrabal.Nel 1963, con <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alejandro_Jodorowsky\">Alejandro Jodorowsky<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roland_Topor\">Roland Topor<\/a>, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 \u00e8 Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di Andr\u00e9 Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l\u2019unico sopravvissuto delle \u00abtre reincarnazioni della modernit\u00e0\u00bb.Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, \u00e8 autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre societ\u00e0 \u201cavanzate\u201d si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente.<br \/>\n\u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb Fernando Arrabal di Sergio Di LinoEsordio cinematografico di uno dei fondatori del movimento Panico \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, primo lungometraggio di Fernando Arrabal, fa la sua irruzione in scena nel 1970, allorch\u00e9 il regista di Melilla, co-fondatore del movimento Panico assieme agli altri \u00ab\u00a0esuli eccellenti\u00a0\u00bb Roland Topor e Alejandro Jodorowsky, \u00e8 gi\u00e0 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 note e irregolari del panorama letterario e teatrale delle nuove avanguardie. Malgrado i protagonisti abbiano, in varie forme e vari modi, almeno parzialmente ritrattato, nelle opere di Arrabal, come in quelle di Jodorowsky (e in maniera diversa in quelle di Topor), sono evidenti le influenze delle avanguardie storiche, in particolare i movimenti surrealista e dadaista: oggi lo stesso Arrabal tende a conferire loro un ruolo \u00ab\u00a0formativo\u00a0\u00bb, per cos\u00ec dire, \u00ab\u00a0indotto\u00a0\u00bb, nell&rsquo;ambito della sua poetica, pi\u00f9 facilmente attribuibile a un \u00ab\u00a0sentire comune\u00a0\u00bb che non a una reale pratica di assimilazione. Ma \u00e8 innegabile che le trovate visivo-narrative e il potenziale onirico-perturbante delle opere cinematografiche (e non solo) di Arrabal, a partire proprio da Viva la Muerte, attinga dallo stesso humus culturale e persino ideologico. Differenziale di tutt&rsquo;altro che secondaria importanza, nell&rsquo;opera di Fernando Arrabal, \u00e8 costituita dall&rsquo;inclusione di un forte elemento autobiografico. E in tal senso \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, nel rievocare l&rsquo;infanzia dello scrittore\/drammaturgo\/regista\/giocatore di scacchi nella sua Melilla (una Melilla completamente trasfigurata e \u00ab\u00a0reinventata\u00a0\u00bb dalla fragile memoria infantile dell&rsquo;autore), compresi gli episodi pi\u00f9 scabrosi quali la delazione della madre e l?arresto del padre da parte delle truppe golpiste del generale Franco, costituisce un paradigma efficace di tutta la produzione cinematografica successiva del regista, a partire dal successivo \u00ab\u00a0J&rsquo;irai comme un cheval fou\u00a0\u00bb. Tratto con una certa, programmatica \u00ab\u00a0infedelt\u00e0\u00a0\u00bb, dal romanzo Baal Babylone, scritto dallo stesso Arrabal nel 1959 (prima della fondazione del Teatro Panico, avvenuta nel 1962), Viva la Muerte trasfigura il dolore della perdita della figura parentale, e al tempo stesso la condanna accorata del totalitarismo, in un campionario di orrori e nefandezze, ben illustrate dai disegni di Topor che accompagnano i titoli di testa (al suono, contrappuntistico, straniante e inquietante, di una nenia infantile danese, costituita perlopi\u00f9 da suoni onomatopeici), che il regista esibisce con una volutt\u00e0 \u00ab\u00a0formalista\u00a0\u00bb in grado di farsi spontaneamente provocazione, sberleffo, ma anche denuncia senza mezzi termini dell&rsquo;orrore della sopraffazione: dare plasticamente forma ai propri incubi, in primis la morte del padre e la controversa figura della madre-mantide, serve al regista a esorcizzarli e ad affrontarli. Nel film si susseguono, senza soluzione di continuit\u00e0, mutilazioni, defecazioni, vomiti, mattanze di animali e improbabili tassidermie \u00ab\u00a0incrociate\u00a0\u00bb (vedere il finale per credere), tutte pervase da un gusto necrofilo che \u00ab\u00a0gioca\u00a0\u00bb con i corpi, smembrati e straziati, oppure voluttuosamente esibiti come indice della propria colpa (vedasi, ancora una volta, la figura della madre), come un instancabile bric-\u00e0-brac, non facendo altro che ricollocare semanticamente il corpo umano all&rsquo;interno del tessuto filmico, di volta in volta in \u00ab\u00a0luoghi\u00a0\u00bb &lsquo;reali e simbolici&rsquo; differenti. Da notare infine che le sequenze oniriche dei ricordi-visioni del piccolo protagonista Fando sono girate in videotape e quindi manipolate cromaticamente: una piccola, pionieristica avventura espressiva, essendo all&rsquo;epoca il supporto video magnetico agli albori del suo utilizzo cinematografico&#8230;\u00a0\u00bb<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-282\" src=\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/fernando-arrabal-pellicano.jpg\" alt=\"fernando-arrabal-pellicano\" width=\"283\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/fernando-arrabal-pellicano.jpg 283w, https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/fernando-arrabal-pellicano-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab\u00a0&#8230; BEPPE COSTA&#8230; INCONTRI\u00a0 FERNANDO ARRABAL E I POETI DELLO SPAZIO&#8230; \u00a0A ROMA &#8230; L\u2019OTTO E IL NOVE MARZO 2010\u00a0 presentano Carlo Mirabelli e Beppe Costa letture interpretate da Caterina Intelisano\u00a0 musiche di Fabio Mariani e Dario Pierini&#8230; L\u2019importante autore teatrale e regista cinematografico contemporaneo tra i pi\u00f9 rappresentati al mondo incontrer\u00e0 il suo pubblico l\u2019otto e il nove marzo prossimi presso la libreria Pellicanolibri, via Gattico, 3 Roma &#8211; ore 20.In occasione della ristampa, a 50 anni di distanza, del suo \u201cPique nique en campagne\u201d ad opera della casa editrice Pellicanolibri con traduzione in italiano (LA SCAMPAGNATA), l\u2019autore parler\u00e0 di letteratura e di teatro.FERNANDO ARRABALHa diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco (Carta al General Franco, in italiano da Pellicanolibri) pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli pi\u00f9 pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, L\u00edster, il Campesino e, appunto, Arrabal.Nel 1963, con Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 \u00e8 Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di Andr\u00e9 Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l\u2019unico sopravvissuto delle \u00abtre reincarnazioni della modernit\u00e0\u00bb.Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, \u00e8 autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre societ\u00e0 \u201cavanzate\u201d si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente. \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb Fernando Arrabal di Sergio Di LinoEsordio cinematografico di uno dei fondatori del movimento Panico \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, primo lungometraggio di Fernando Arrabal, fa la sua irruzione in scena nel 1970, allorch\u00e9 il regista di Melilla, co-fondatore del movimento Panico assieme agli altri \u00ab\u00a0esuli eccellenti\u00a0\u00bb Roland Topor e Alejandro Jodorowsky, \u00e8 gi\u00e0 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 note e irregolari del panorama letterario e teatrale delle nuove avanguardie. Malgrado i protagonisti abbiano, in varie forme e vari modi, almeno parzialmente ritrattato, nelle opere di Arrabal, come in quelle di Jodorowsky (e in maniera diversa in quelle di Topor), sono evidenti le influenze delle avanguardie storiche, in particolare i movimenti surrealista e dadaista: oggi lo stesso Arrabal tende a conferire loro un ruolo \u00ab\u00a0formativo\u00a0\u00bb, per cos\u00ec dire, \u00ab\u00a0indotto\u00a0\u00bb, nell&rsquo;ambito della sua poetica, pi\u00f9 facilmente attribuibile a un \u00ab\u00a0sentire comune\u00a0\u00bb che non a una reale pratica di assimilazione. Ma \u00e8 innegabile che le trovate visivo-narrative e il potenziale onirico-perturbante delle opere cinematografiche (e non solo) di Arrabal, a partire proprio da Viva la Muerte, attinga dallo stesso humus culturale e persino ideologico. Differenziale di tutt&rsquo;altro che secondaria importanza, nell&rsquo;opera di Fernando Arrabal, \u00e8 costituita dall&rsquo;inclusione di un forte elemento autobiografico. E in tal senso \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, nel rievocare l&rsquo;infanzia dello scrittore\/drammaturgo\/regista\/giocatore di scacchi nella sua Melilla (una Melilla completamente trasfigurata e \u00ab\u00a0reinventata\u00a0\u00bb dalla fragile memoria infantile dell&rsquo;autore), compresi gli episodi pi\u00f9 scabrosi quali la delazione della madre e l?arresto del padre da parte delle truppe golpiste del generale Franco, costituisce un paradigma efficace di tutta la produzione cinematografica successiva del regista, a partire dal successivo \u00ab\u00a0J&rsquo;irai comme un cheval fou\u00a0\u00bb. Tratto con una certa, programmatica \u00ab\u00a0infedelt\u00e0\u00a0\u00bb, dal romanzo Baal Babylone, scritto dallo stesso Arrabal nel 1959 (prima della fondazione del Teatro Panico, avvenuta nel 1962), Viva la Muerte trasfigura il dolore della perdita della figura parentale, e al tempo stesso la condanna accorata del totalitarismo, in un campionario di orrori e nefandezze, ben illustrate dai disegni di Topor che accompagnano i titoli di testa (al suono, contrappuntistico, straniante e inquietante, di una nenia infantile danese, costituita perlopi\u00f9 da suoni onomatopeici), che il regista esibisce con una volutt\u00e0 \u00ab\u00a0formalista\u00a0\u00bb in grado di farsi spontaneamente provocazione, sberleffo, ma anche denuncia senza mezzi termini dell&rsquo;orrore della sopraffazione: dare plasticamente forma ai propri incubi, in primis la morte del padre e la controversa figura della madre-mantide, serve al regista a esorcizzarli e ad affrontarli. Nel film si susseguono, senza soluzione di continuit\u00e0, mutilazioni, defecazioni, vomiti, mattanze di animali e improbabili tassidermie \u00ab\u00a0incrociate\u00a0\u00bb (vedere il finale per credere), tutte pervase da un gusto necrofilo che \u00ab\u00a0gioca\u00a0\u00bb con i corpi, smembrati e straziati, oppure voluttuosamente esibiti come indice della propria colpa (vedasi, ancora una volta, la figura della madre), come un instancabile bric-\u00e0-brac, non facendo altro che ricollocare semanticamente il corpo umano all&rsquo;interno del tessuto filmico, di volta in volta in \u00ab\u00a0luoghi\u00a0\u00bb &lsquo;reali e simbolici&rsquo; differenti. Da notare infine che le sequenze oniriche dei ricordi-visioni del piccolo protagonista Fando sono girate in videotape e quindi manipolate cromaticamente: una piccola, pionieristica avventura espressiva, essendo all&rsquo;epoca il supporto video magnetico agli albori del suo utilizzo cinematografico&#8230;\u00a0\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":283,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-281","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-miscellannees"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"fr_FR\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00ab\u00a0&#8230; BEPPE COSTA&#8230; INCONTRI\u00a0 FERNANDO ARRABAL E I POETI DELLO SPAZIO&#8230; \u00a0A ROMA &#8230; L\u2019OTTO E IL NOVE MARZO 2010\u00a0 presentano Carlo Mirabelli e Beppe Costa letture interpretate da Caterina Intelisano\u00a0 musiche di Fabio Mariani e Dario Pierini&#8230; L\u2019importante autore teatrale e regista cinematografico contemporaneo tra i pi\u00f9 rappresentati al mondo incontrer\u00e0 il suo pubblico l\u2019otto e il nove marzo prossimi presso la libreria Pellicanolibri, via Gattico, 3 Roma &#8211; ore 20.In occasione della ristampa, a 50 anni di distanza, del suo \u201cPique nique en campagne\u201d ad opera della casa editrice Pellicanolibri con traduzione in italiano (LA SCAMPAGNATA), l\u2019autore parler\u00e0 di letteratura e di teatro.FERNANDO ARRABALHa diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco (Carta al General Franco, in italiano da Pellicanolibri) pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli pi\u00f9 pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, L\u00edster, il Campesino e, appunto, Arrabal.Nel 1963, con Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 \u00e8 Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di Andr\u00e9 Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l\u2019unico sopravvissuto delle \u00abtre reincarnazioni della modernit\u00e0\u00bb.Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, \u00e8 autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre societ\u00e0 \u201cavanzate\u201d si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente. \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb Fernando Arrabal di Sergio Di LinoEsordio cinematografico di uno dei fondatori del movimento Panico \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, primo lungometraggio di Fernando Arrabal, fa la sua irruzione in scena nel 1970, allorch\u00e9 il regista di Melilla, co-fondatore del movimento Panico assieme agli altri \u00ab\u00a0esuli eccellenti\u00a0\u00bb Roland Topor e Alejandro Jodorowsky, \u00e8 gi\u00e0 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 note e irregolari del panorama letterario e teatrale delle nuove avanguardie. Malgrado i protagonisti abbiano, in varie forme e vari modi, almeno parzialmente ritrattato, nelle opere di Arrabal, come in quelle di Jodorowsky (e in maniera diversa in quelle di Topor), sono evidenti le influenze delle avanguardie storiche, in particolare i movimenti surrealista e dadaista: oggi lo stesso Arrabal tende a conferire loro un ruolo \u00ab\u00a0formativo\u00a0\u00bb, per cos\u00ec dire, \u00ab\u00a0indotto\u00a0\u00bb, nell&rsquo;ambito della sua poetica, pi\u00f9 facilmente attribuibile a un \u00ab\u00a0sentire comune\u00a0\u00bb che non a una reale pratica di assimilazione. Ma \u00e8 innegabile che le trovate visivo-narrative e il potenziale onirico-perturbante delle opere cinematografiche (e non solo) di Arrabal, a partire proprio da Viva la Muerte, attinga dallo stesso humus culturale e persino ideologico. Differenziale di tutt&rsquo;altro che secondaria importanza, nell&rsquo;opera di Fernando Arrabal, \u00e8 costituita dall&rsquo;inclusione di un forte elemento autobiografico. E in tal senso \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, nel rievocare l&rsquo;infanzia dello scrittore\/drammaturgo\/regista\/giocatore di scacchi nella sua Melilla (una Melilla completamente trasfigurata e \u00ab\u00a0reinventata\u00a0\u00bb dalla fragile memoria infantile dell&rsquo;autore), compresi gli episodi pi\u00f9 scabrosi quali la delazione della madre e l?arresto del padre da parte delle truppe golpiste del generale Franco, costituisce un paradigma efficace di tutta la produzione cinematografica successiva del regista, a partire dal successivo \u00ab\u00a0J&rsquo;irai comme un cheval fou\u00a0\u00bb. Tratto con una certa, programmatica \u00ab\u00a0infedelt\u00e0\u00a0\u00bb, dal romanzo Baal Babylone, scritto dallo stesso Arrabal nel 1959 (prima della fondazione del Teatro Panico, avvenuta nel 1962), Viva la Muerte trasfigura il dolore della perdita della figura parentale, e al tempo stesso la condanna accorata del totalitarismo, in un campionario di orrori e nefandezze, ben illustrate dai disegni di Topor che accompagnano i titoli di testa (al suono, contrappuntistico, straniante e inquietante, di una nenia infantile danese, costituita perlopi\u00f9 da suoni onomatopeici), che il regista esibisce con una volutt\u00e0 \u00ab\u00a0formalista\u00a0\u00bb in grado di farsi spontaneamente provocazione, sberleffo, ma anche denuncia senza mezzi termini dell&rsquo;orrore della sopraffazione: dare plasticamente forma ai propri incubi, in primis la morte del padre e la controversa figura della madre-mantide, serve al regista a esorcizzarli e ad affrontarli. Nel film si susseguono, senza soluzione di continuit\u00e0, mutilazioni, defecazioni, vomiti, mattanze di animali e improbabili tassidermie \u00ab\u00a0incrociate\u00a0\u00bb (vedere il finale per credere), tutte pervase da un gusto necrofilo che \u00ab\u00a0gioca\u00a0\u00bb con i corpi, smembrati e straziati, oppure voluttuosamente esibiti come indice della propria colpa (vedasi, ancora una volta, la figura della madre), come un instancabile bric-\u00e0-brac, non facendo altro che ricollocare semanticamente il corpo umano all&rsquo;interno del tessuto filmico, di volta in volta in \u00ab\u00a0luoghi\u00a0\u00bb &lsquo;reali e simbolici&rsquo; differenti. Da notare infine che le sequenze oniriche dei ricordi-visioni del piccolo protagonista Fando sono girate in videotape e quindi manipolate cromaticamente: una piccola, pionieristica avventura espressiva, essendo all&rsquo;epoca il supporto video magnetico agli albori del suo utilizzo cinematografico&#8230;\u00a0\u00bb\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Ceci n\u2019est pas un blog\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2010-03-01T10:23:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-08-23T01:42:30+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"619\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"758\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"fernandoarrabal\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"\u00c9crit par\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"fernandoarrabal\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Dur\u00e9e de lecture est.\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/\",\"url\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/\",\"name\":\"Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG\",\"datePublished\":\"2010-03-01T10:23:04+00:00\",\"dateModified\":\"2015-08-23T01:42:30+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/03f79100f4c863d602fcd462cb418c8e\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG\",\"contentUrl\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG\",\"width\":\"619\",\"height\":\"758\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Roma&#8230; Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#website\",\"url\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/\",\"name\":\"Ceci n\u2019est pas un blog\",\"description\":\"Fernando Arrabal\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"fr-FR\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/03f79100f4c863d602fcd462cb418c8e\",\"name\":\"fernandoarrabal\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"fr-FR\",\"@id\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8e01ce8140fb7ab19645728d216ba3e9?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8e01ce8140fb7ab19645728d216ba3e9?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"fernandoarrabal\"},\"url\":\"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/author\/fernandoarrabal\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/","og_locale":"fr_FR","og_type":"article","og_title":"Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog","og_description":"\u00ab\u00a0&#8230; BEPPE COSTA&#8230; INCONTRI\u00a0 FERNANDO ARRABAL E I POETI DELLO SPAZIO&#8230; \u00a0A ROMA &#8230; L\u2019OTTO E IL NOVE MARZO 2010\u00a0 presentano Carlo Mirabelli e Beppe Costa letture interpretate da Caterina Intelisano\u00a0 musiche di Fabio Mariani e Dario Pierini&#8230; L\u2019importante autore teatrale e regista cinematografico contemporaneo tra i pi\u00f9 rappresentati al mondo incontrer\u00e0 il suo pubblico l\u2019otto e il nove marzo prossimi presso la libreria Pellicanolibri, via Gattico, 3 Roma &#8211; ore 20.In occasione della ristampa, a 50 anni di distanza, del suo \u201cPique nique en campagne\u201d ad opera della casa editrice Pellicanolibri con traduzione in italiano (LA SCAMPAGNATA), l\u2019autore parler\u00e0 di letteratura e di teatro.FERNANDO ARRABALHa diretto sette lungometraggi, pubblicato quattordici romanzi, circa ottocento libri di poesia e vari saggi. Le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Ebbe particolare eco la sua Lettera al Generale Franco (Carta al General Franco, in italiano da Pellicanolibri) pubblicata quando il dittatore era ancora in vita. Alla morte di Franco, il nome di Arrabal appare nella lista dei cinque spagnoli pi\u00f9 pericolosi: Carrillo, la Pasionaria, L\u00edster, il Campesino e, appunto, Arrabal.Nel 1963, con Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, fonda il Gruppo Panico. Dal 1990 \u00e8 Trascendent Satrape del Collegio di Patafisica. Amico di Andy Warhol e di Tristan Tzara, fece parte per tre anni del gruppo surrealista di Andr\u00e9 Breton; per questo motivo, Mel Gussow lo definisce l\u2019unico sopravvissuto delle \u00abtre reincarnazioni della modernit\u00e0\u00bb.Fernando Arrabal, erede di Kafka ma anche di Alfred Jarry, \u00e8 autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e gioiosamente provocatorio. Un potlatch drammatico in cui i rottami delle nostre societ\u00e0 \u201cavanzate\u201d si carbonizzano nel festoso recinto di una rivoluzione permanente. \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb Fernando Arrabal di Sergio Di LinoEsordio cinematografico di uno dei fondatori del movimento Panico \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, primo lungometraggio di Fernando Arrabal, fa la sua irruzione in scena nel 1970, allorch\u00e9 il regista di Melilla, co-fondatore del movimento Panico assieme agli altri \u00ab\u00a0esuli eccellenti\u00a0\u00bb Roland Topor e Alejandro Jodorowsky, \u00e8 gi\u00e0 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 note e irregolari del panorama letterario e teatrale delle nuove avanguardie. Malgrado i protagonisti abbiano, in varie forme e vari modi, almeno parzialmente ritrattato, nelle opere di Arrabal, come in quelle di Jodorowsky (e in maniera diversa in quelle di Topor), sono evidenti le influenze delle avanguardie storiche, in particolare i movimenti surrealista e dadaista: oggi lo stesso Arrabal tende a conferire loro un ruolo \u00ab\u00a0formativo\u00a0\u00bb, per cos\u00ec dire, \u00ab\u00a0indotto\u00a0\u00bb, nell&rsquo;ambito della sua poetica, pi\u00f9 facilmente attribuibile a un \u00ab\u00a0sentire comune\u00a0\u00bb che non a una reale pratica di assimilazione. Ma \u00e8 innegabile che le trovate visivo-narrative e il potenziale onirico-perturbante delle opere cinematografiche (e non solo) di Arrabal, a partire proprio da Viva la Muerte, attinga dallo stesso humus culturale e persino ideologico. Differenziale di tutt&rsquo;altro che secondaria importanza, nell&rsquo;opera di Fernando Arrabal, \u00e8 costituita dall&rsquo;inclusione di un forte elemento autobiografico. E in tal senso \u00ab\u00a0Viva la Muerte\u00a0\u00bb, nel rievocare l&rsquo;infanzia dello scrittore\/drammaturgo\/regista\/giocatore di scacchi nella sua Melilla (una Melilla completamente trasfigurata e \u00ab\u00a0reinventata\u00a0\u00bb dalla fragile memoria infantile dell&rsquo;autore), compresi gli episodi pi\u00f9 scabrosi quali la delazione della madre e l?arresto del padre da parte delle truppe golpiste del generale Franco, costituisce un paradigma efficace di tutta la produzione cinematografica successiva del regista, a partire dal successivo \u00ab\u00a0J&rsquo;irai comme un cheval fou\u00a0\u00bb. Tratto con una certa, programmatica \u00ab\u00a0infedelt\u00e0\u00a0\u00bb, dal romanzo Baal Babylone, scritto dallo stesso Arrabal nel 1959 (prima della fondazione del Teatro Panico, avvenuta nel 1962), Viva la Muerte trasfigura il dolore della perdita della figura parentale, e al tempo stesso la condanna accorata del totalitarismo, in un campionario di orrori e nefandezze, ben illustrate dai disegni di Topor che accompagnano i titoli di testa (al suono, contrappuntistico, straniante e inquietante, di una nenia infantile danese, costituita perlopi\u00f9 da suoni onomatopeici), che il regista esibisce con una volutt\u00e0 \u00ab\u00a0formalista\u00a0\u00bb in grado di farsi spontaneamente provocazione, sberleffo, ma anche denuncia senza mezzi termini dell&rsquo;orrore della sopraffazione: dare plasticamente forma ai propri incubi, in primis la morte del padre e la controversa figura della madre-mantide, serve al regista a esorcizzarli e ad affrontarli. Nel film si susseguono, senza soluzione di continuit\u00e0, mutilazioni, defecazioni, vomiti, mattanze di animali e improbabili tassidermie \u00ab\u00a0incrociate\u00a0\u00bb (vedere il finale per credere), tutte pervase da un gusto necrofilo che \u00ab\u00a0gioca\u00a0\u00bb con i corpi, smembrati e straziati, oppure voluttuosamente esibiti come indice della propria colpa (vedasi, ancora una volta, la figura della madre), come un instancabile bric-\u00e0-brac, non facendo altro che ricollocare semanticamente il corpo umano all&rsquo;interno del tessuto filmico, di volta in volta in \u00ab\u00a0luoghi\u00a0\u00bb &lsquo;reali e simbolici&rsquo; differenti. Da notare infine che le sequenze oniriche dei ricordi-visioni del piccolo protagonista Fando sono girate in videotape e quindi manipolate cromaticamente: una piccola, pionieristica avventura espressiva, essendo all&rsquo;epoca il supporto video magnetico agli albori del suo utilizzo cinematografico&#8230;\u00a0\u00bb","og_url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/","og_site_name":"Ceci n\u2019est pas un blog","article_published_time":"2010-03-01T10:23:04+00:00","article_modified_time":"2015-08-23T01:42:30+00:00","og_image":[{"width":619,"height":758,"url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG","type":"image\/jpeg"}],"author":"fernandoarrabal","twitter_misc":{"\u00c9crit par":"fernandoarrabal","Dur\u00e9e de lecture est.":"4 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/","url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/","name":"Roma... Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA - Ceci n\u2019est pas un blog","isPartOf":{"@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG","datePublished":"2010-03-01T10:23:04+00:00","dateModified":"2015-08-23T01:42:30+00:00","author":{"@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/03f79100f4c863d602fcd462cb418c8e"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#breadcrumb"},"inLanguage":"fr-FR","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#primaryimage","url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG","contentUrl":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/files\/2010\/03\/MEMO0060-bis.JPG","width":"619","height":"758"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/2010\/03\/01\/281\/roma-arrabal-e-il-poeti-dello-spazio-beppe-costa\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Roma&#8230; Arrabal e il poeti dello spazio BEPPE COSTA"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#website","url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/","name":"Ceci n\u2019est pas un blog","description":"Fernando Arrabal","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"fr-FR"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/03f79100f4c863d602fcd462cb418c8e","name":"fernandoarrabal","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"fr-FR","@id":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8e01ce8140fb7ab19645728d216ba3e9?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8e01ce8140fb7ab19645728d216ba3e9?s=96&d=mm&r=g","caption":"fernandoarrabal"},"url":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/author\/fernandoarrabal\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281"}],"collection":[{"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=281"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/laregledujeu.org\/arrabal\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}